Biografia
Liana Millu nasce a Pisa (PI) il 21 dicembre del 1914. Di famiglia ebrea, spirito libero e insofferente delle convenzioni sociali, intraprende la carriera di insegnante, coltivando al tempo stesso l’ambizione di fare la giornalista, obiettivo concretizzatosi nel 1937 quando comincia a collaborare con “Il Telegrafo”, giornale livornese diretto da Giovanni Ansaldo. Espulsa sia dall’ambito scolastico che da quello giornalistico in virtù delle leggi razziali del 1938, dopo l’8 settembre si accosta alla Resistenza, inserendosi nell’organizzazione Otto. Arrestata a Venezia nel febbraio 1944 in seguito a una delazione, dopo alcune settimane viene trasferita nel campo di Fossoli e quindi nel maggio 1944 deportata ad Auschwitz. A ottobre è trasferita nel lager di Ravensbrück e in seguito a Malkow, presso Stettino, ove viene liberata alla fine della guerra. Stabilitasi a Genova e ripresa l’attività di maestra elementare, nel dopoguerra ha collaborato a diverse riviste e quotidiani, tra cui “Resine” e “Il corriere del popolo”, e ha svolto un’intensa attività di testimonianza – “sono il n. A 5384 di Auschwitz-Birkenau”, era solita esordire – nelle scuole e con i giovani. Ha scritto Il fumo di Birkenau (1947), caposaldo della memorialistica concentrazionaria, tradotto nelle principali lingue europee, e I ponti di Schwerin (1978), racconto del lungo viaggio di ritorno dal lager. Insieme a Rosario Fucile ha curato Dalla Liguria ai campi di sterminio, elenco dei caduti e dei superstiti delle quattro province liguri.