Biografia
Sergio Ceravolo, nasce da Genova il 24 aprile del 1923. Di famiglia operaia vive a Sestri Ponente, studia alla scuola apprendisti dell’Ansaldo e, nel 1940, entra all’Ansaldo Fossati come operaio tracciatore. Nel suo reparto fa conoscenza con un operaio antifascista da cui è profondamente influenzato. Ceravolo comincia a leggere le copie clandestine dell’Unità, passategli dal compagno e da altre fonti percepisce il vero volto del fascismo: i reduci dall’occupazione della riviera francese gli rivelano la disorganizzazione, l’impreparazione militare e logistica dell’esercito di Mussolini, mentre altre notizie e commenti desolanti provengono dai reduci dell’Armata italiana in Russia. Il passaggio dalla presa di coscienza all’antifascismo militante avviene tra il 25 luglio e l’8 settembre 1943, periodo in cui Ceravolo, ormai divenuto punto di riferimento per un gruppo di giovani compagni di lavoro, si prodiga nell’attività propagandistica e si distingue nella raccolta e nell’occultamento di armi. Assume incarichi direttivi nel Pci e, per tutto il restante periodo della guerra, svolge un’intensa attività clandestina all’interno della fabbrica e soprattutto all’esterno in appoggio ai gappisti prima e nella Sap Longhi poi. In un’a zione di trafugamento armi, effettuata durante un bombardamento, viene colpito alla schiena da una scheggia ed è ricoverato in ospedale, da dove continua a coordinare le azioni delle sue squadre. Molto attivo durante l’insurrezione, dirige le ope razioni che porteranno alla resa del contingente tedesco asserragliato all’interno della fabbrica Ansaldo Fossati, provvedendo successivamente a consegnare tutti i prigionieri alle truppe alleate.