Biografia
Pietro Morachioli (nome di battaglia “Furetto”) nasce a Quiliano (SV) il 21 agosto del 1922.
Di famiglia antifascista, già all’età di diciassette anni entra in contatto con l’ambiente comunista savonese, in particolare con Pierino Molinari (Vela). Chiamato alle armi, entra in Marina e viene destinato a Zara, ove si impegna nella propaganda antifascista. Dopo il 25 luglio riesce ad ottenere una licenza e clandestinamente torna a Vado Ligure, pochi giorni prima dell’8 settembre. Nello stesso mese, con alcuni giovani di Vado, decide di salire in montagna, portando con sé le armi raccolte. La disorganizzazione iniziale costringe molti a rientrare in città, mentre Morachioli si sposta in val Casotto. In un secondo tempo scende a Savona, ristabilendo i contatti con il Pci cittadino e iniziando a preparare gli scioperi nelle fabbriche che si sarebbero verificati nel marzo 1944. Dal partito viene incaricato di organizzare i gruppi del Fronte della gioventù da Vado a Finale Ligure. Arrestato nel mese di luglio sulla piazza di Vado e trovato in possesso di documenti partigiani, viene sottoposto a un pesante interrogatorio. Riuscito a fuggire e ormai compromesso in città, raggiunge i distaccamenti in montagna, venendo nominato responsabile del Fdg per tutte le formazioni partigiane. Durante il rastrellamento del novembre 1944 si trova con la 5ª brigata Baltera e successivamente passa alla 4ª brigata Manin. Nel febbraio 1945 assume l’incarico di ispettore per il Fdg della divisione d’assalto Bevilacqua. Dopo la Liberazione ricopre per undici anni la carica di sindaco di Vado e, successivamente, diventa presidente dell’Anpi di Savona.