Biografia
Emilio Nervi (nome di battaglia Micio) nato a Savona il 17 gennaio 1928 cresce durante il fascismo, partecipando con orgoglio alle organizzazioni giovanili del regime. Il 25 luglio 1943, dopo la caduta del fascismo, vive un momento di svolta che segna la fine della sua adesione ideologica. Nei mesi successivi all’armistizio matura una coscienza antifascista grazie al contatto con ambienti operai. Inizia a collaborare con la Resistenza come staffetta, ma viene arrestato dalla GNR mentre trasporta volantini clandestini. Rilasciato, nel marzo 1944 sceglie definitivamente la lotta partigiana. Raggiunge la Val Tanaro e si unisce alla Brigata Belgrano, 6ª Divisione Garibaldi Bonfante. Nonostante la giovanissima età, grazie all’addestramento ricevuto nei campi fascisti viene arruolato come capo squadra mortaista. Partecipa ad azioni di sabotaggio, tra cui quella al ponte delle Molere nel 1944. Durante un rastrellamento viene catturato nei pressi di Diano Marina. Scampa all’esecuzione e subisce una serie di trasferimenti tra carceri e campi di detenzione. Nell’ottobre 1944 viene deportato prima a Dachau e poi a Bad Gandersheim, sottocampo di Buchenwald. È impiegato ai lavori forzati nello stabilimento aeronautico della Heinkel. Nell’aprile 1945 è costretto alla marcia della morte. Approfittando di un bombardamento, riesce a fuggire e a nascondersi fino alla liberazione definitiva a maggio. Tornato a Savona, diventa testimone attivo dell’esperienza della deportazione.