Biografia
Giovanni Olivieri nasce a Savona il 13 agosto 1920 in una famiglia antifascista e inizia a lavorare giovanissimo come muratore. Arruolato nel 1941 nel Reggimento di Artiglieria, viene inviato prima in Italia e poi in Jugoslavia come autista nei reparti logistici. Dopo l’8 settembre, durante il rientro in patria, viene catturato dai tedeschi a Fiume e deportato in Germania. È internato come IMI nel campo di Witzendorf, dove è inviato ai lavori forzati in una fabbrica di automobili. Nel ‘44 viene trasferito al campo di Dora‑Mittelbau, un complesso sotterraneo di gallerie scavate nella montagna dove viene impiegato nella costruzione delle armi V1 e V2. Qui subisce condizioni di vita estreme, violenze quotidiane e assiste alle esecuzioni e al funzionamento del crematorio. Ridotto a 45 chili, sopravvive a una drammatica evacuazione del campo organizzata dai tedeschi che fuggono dagli Alleati. Viene liberato dagli Alleati nell’aprile ‘45 e rimpatriato nel luglio dello stesso anno. Al ritorno affronta il dolore per la perdita della madre e di un fratello morto in Germania. Nel dopoguerra riprende la sua vita, portando sempre i segni fisici e psicologici della prigionia.