Biografia
Lorenzo Riolfo nasce il 10 agosto 1911 a Gorrino (CN) in una famiglia operaia segnata dalle difficoltà del primo dopoguerra. Nel 1918 la famiglia si trasferisce a Savona in cerca di lavoro. Fin dall’infanzia Lorenzo è costretto a lavorare, pur riuscendo a frequentare la scuola fino alla quarta elementare. Viene assunto all’ILVA e tra il 1938 e il 1939 viene inviato a lavorare in Germania come fuochista, apprendendo il tedesco. Nel 1941, dopo due anni di servizio militare, è nuovamente richiamato alle armi. Sposato e padre di due figlie, è destinato in Sardegna e poi in Jugoslavia. Dopo l’armistizio viene arrestato dai tedeschi e deportato in Germania. È internato nei campi di Witzendorf e Schönebeck, prima del trasferimento a Dora‑Mittelbau. Qui è costretto al lavoro forzato nella produzione dei missili V1 e V2 in condizioni disumane. Soffre fame estrema, violenze e una grave broncopolmonite. Subisce percosse dalle SS per aver difeso un altro prigioniero italiano. Riesce a sfuggire alla morte durante l’evacuazione del campo ed è trasferito a Bergen‑Belsen, dove assiste agli orrori delle camere a gas e dei forni crematori. È liberato nell’aprile 1945 dagli inglesi e rientra in Italia il 31 luglio dello stesso anno. Il trauma della deportazione lo segna per tutta la vita, inducendolo a un lungo e doloroso silenzio